The Weeping Guardian

Emily Young (Londra 1951)


Emily Young è considerata la più importante scultrice britannica. Nata in una famiglia di artisti – la nonna ha lavorato con Auguste Rodin – ha studiato alla Chelsea e alla Saint Martin’s School of Art. Alla fine degli anni Sessanta ha iniziato a viaggiare fuori dall’Europa, visitando Afghanistan, Pakistan, India, Africa e Medio Oriente. In Italia e negli Stati Uniti – dove si è stabilita in seguito, collaborando con lo scultore Robert Winthrop White – ha maturato la sua personale concezione estetica, che privilegia l’intaglio diretto della pietra e i materiali dai grandi effetti espressivi come la quarzite, l’onice e l’alabastro. I suoi lavori evocano una ispirazione potente, ancestrale e mitica. Tra questi, ricorrono soggetti come teste antropomorfe e torsi sensuali che, evidenziando il contrasto tra la materia levigata dall’uomo e quella grezza della natura, emergono da grandi blocchi di pietra con effetti di straniante suggestione e mistero. “Le pietre hanno una vita differente dalla nostra – spiega – una vita lenta, silenziosa, eterna. E, tuttavia, sono per me come degli antenati che mostrano la loro storia, quindi la mia, quella della terra e dell’universo. Siamo tutti figli della pietra”. La sacralità cosmologica di questa visione ha portato la scultrice a lavorare anche per committenze ecclesiali, e sue opere sono collocate nella Cattedrale londinese di Saint Paul e nella Cattedrale di Salisburgo.

 

 

 

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