Casa dei Pesci Argentario | Il Parco sottomarino è diventato realtà – Posate cinque statue realizzate in marmo

MONTE ARGENTARIO, 3 luglio 2026

Al largo dell’Argentario, tra Porto Ercole e Porto Santo Stefano, ieri, con la posa in mare delle cinque imponenti sculture di marmo, ha inaugurato ufficialmente il nuovo Parco sottomarino dell’Argentario, il percorso artistico e ambientale realizzato dal Comune di Monte Argentario in collaborazione con l’Associazione Casa dei Pesci e l’Accademia Mare Ambiente, fortemente sostenuto da Miramis.

Per le operazioni, condotte nella mattinata di ieri, si è messa in moto un’imponente macchina organizzativa. Le cinque sculture, ciascuna con un peso compreso tra le 12 e le 15 tonnellate, realizzate con marmo donato da Franco Barattini, proprietario delle Cave Michelangelo (Carrara), sono state trasportate via mare su un pontone dotato di gru. Una volta toccata l’acqua, sono state affidate ai Palombari del Gruppo operativo subacquei (Gos) del Comsubin, reparto d’élite della Marina Militare, che le hanno guidate fino al fondale, in base a una mappatura subacquea realizzata dall’Accademia Mare Ambiente e dall’Associazione Casa dei Pesci, con il contributo di ricercatori dell’Università di Siena e dell’Argentario Scuba Point.

A garantire la sicurezza della navigazione e il corretto svolgimento delle attività, rispettivamente la Guardia Costiera e la Guardia di Finanza.

Tra le cinque opere, spicca “La Poltrona – Echinos”, la scultura realizzata grazie al sostegno di Miramis e nata dalla collaborazione tra l’artista e architetto Corrado Levi, l’architetto Andrea Marini Leandri e l’artista Francesca Bonanni. Una poltrona in marmo immersa nel mare, con un poggiapiedi e un riccio di mare posato su un libro aperto: un invito silenzioso a fermarsi, in fondo al mare, e riflettere sul legame tra uomo, arte e natura.

Le cinque installazioni, firmate da artisti italiani e internazionali provenienti dal distretto artistico di Carrara, costituiscono il nucleo principale del nuovo Parco sottomarino. Le opere dialogheranno con un sistema di reef artificiali stampati in 3D e con speciali strutture pensate per favorire la ricrescita della Posidonia. Nei prossimi mesi, mentre i naturali processi di colonizzazione biologica prenderanno il via, l’area diventerà una nuova meta per subacquei e appassionati di snorkeling, che potranno osservare da vicino un percorso artistico unico.

Articolo tratto da “Il Tirreno” Ed. Grosseto